Le Cento Città

Associazione per le Marche

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Traguardo 40

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In altra parte di questo numero della rivista vengono ricordati gli eventi e le iniziative che “ Le Cento Città” ha realizzato nel corso dei suoi 15 anni di vita; una dimostrazione di vitalità non indifferente, ove si considerino il carattere del tutto volontaristico della associazione e le finalità esclusivamente culturali che la animano e l’hanno animata per tutto il periodo considerato.

Tra le attività va ovviamente considerata la pubblicazione della nostra rivista, che oggi raggiunge il suo quarantesimo numero, anche il raggiungimento di  questo traguardo rappresenta un successo di notevole significato, ove si considerino, in questo caso, la continuità nel tempo della pubblicazione, la natura scientifica  dei contributi pubblicati, grazie alle collaborazioni di molti associati e di tanti amici esterni all’associazione, nonché gli importi delle risorse finanziarie impiegate.

Il raggiungimento di questo traguardo richiede oggi a tutti gli associati una attenta riflessione, per valutare la consistenza ed il valore di quanto, pubblicato ed anche, ma direi soprattutto, per precisare i prossimi obiettivi; per verificare quale sia la rispondenza dei contenuti della rivista agli intenti originari dell’associazione, e per rispondere alle esigenze culturali attuali, certamente sollecitate dai cambiamenti estremamente significativi che hanno interessato in questi quindici anni la comunità regionale sul piano economico, culturale e sociale.

Il raggiungimento del traguardo in questione è motivo di compiacimento per tutti i soci, ma deve rappresentare motivo di particolare soddisfazione per coloro che si sono avvicendati nel comitato editoriale e,soprattutto, per il nostro direttore responsabile che ha resistito imperturbabile alle difficoltà di varia natura che nel corso di questi anni hanno interessato la pubblicazione.

Ci si proponeva, nell’autunno del 1995, di dare vita ad un organo dell’associazione che ne rispecchiasse gli intenti e collaborasse attivamente alle iniziative sociali; nella sostanza ci sembra di poter affermare che  questi obiettivi sono stati  perseguiti con costanza e determinazione.

Le “rubriche” nelle quali si articola la rivista, che si sono gradualmente  stabilizzate nel tempo, sono riferite ai “temi” culturali presenti nella società marchigiana; in esse, oltre a contributi specifici forniti da soci e da collaboratori esterni, hanno comunque trovato accoglienza e spazi adeguati le notizie ed i commenti riguardanti gran parte  delle iniziative culturali svoltesi nelle Marche: mostre,convegni, spettacoli, tavole rotonde, indagini, ecc., che fossero promosse dall’associazione o da altri soggetti pubblici o privati.

I quaranta numeri della nostra rivista si sono ovviamente sviluppati lungo  dei precisi percorsi, dei “fili rossi”, che abbiamo convenuto di chiamare: Teatro, Sanità, Paesaggio,Beni Culturali, Qualità della Vita, Integrazione, Multiculturalità, ecc., argomenti che sostanzialmente specificano ed articolano un unico tema di fondo, quello della cultura.

I temi presenti con continuità sono stati affrontati nel tempo secondo linee evolutive che hanno tenuto conto delle acquisizioni culturali più aggiornate, ma anche delle esperienze che venivano  maturando all’interno della stessa associazione.

Non v’è dubbio che fin dall’inizio della nostra attività abbiamo conferito una importanza rilevante ai valori comunitari, al rapporto dei cittadini e dei luoghi con la loro storia, con le loro tradizioni, con quelli che potremmo chiamare caratteri specifici delle identità locali; all’inizio abbiamo cercato di portare a conoscenza degli associati e dei lettori queste variegate realtà in qualche modo descrivendole, quasi  inviando una “cartolina” del luogo redatta da un sensibile e preparato interlocutore.

Con l’andare del tempo abbiamo messo a punto una metodologia di approccio al rapporto con le comunità locali e la loro storia assai più approfondita, capace di arricchire di conoscenze, talora del tutto inaspettate, i nostri associati e, contemporaneamente, stabilendo con le comunità locali, amministratori, studiosi, cittadini, dei rapporti più profondi, facendoci,  anche tramite la rivista, divulgatori della loro realtà e dei loro saperi.

C’è stata evoluzione anche nel modo di trattare quelli che avevamo inizialmente individuati come i temi di fondo dell’associazione, il confronto con la società regionale ci ha portato a rivederli, o meglio ad approfondirli, le linee evolutive sono state di conseguenza tante quanti i temi affrontati, e forse anche di più,  

Per fare alcuni esempi: nel trattare il tema del  paesaggio siamo passati da una posizione di estrema attenzione, riservata però esclusivamente agli ambienti di maggior valore storico-paesaggistico, ad una considerazione globale della forma fisica del territorio, comprendendo in essa anche gli ambienti “neutri” come quelli “degradati”; in altri termini abbiamo anticipato alcune posizioni espresse a livello europeo nel 2000, ma che a livello nazionale sono state assunte da poco tempo e non ancora rese pienamente operative.

La tutela e la valorizzazione del paesaggio ci ha poi portato, quasi inevitabilmente, a prendere posizione sul tema più generale della conservazione della terra e della limitazione dei consumi delle risorse naturali, ragione per cui abbiamo organizzato un apposito convegno per la presentazione della “carta della terra”,  proposta da alcune associazioni ambientalistiche internazionali, che abbiamo anche pubblicato per esteso sulla rivista

La conoscenza e la difesa del nostro patrimonio culturale ha preso nella nostra azione la denominazione significativa della “tela strappata”, volendo significare con questo termine che spoliazioni, distruzioni ed oblii hanno interrotto il tessuto continuo della nostra storia materiale .contribuendo in qualche modo a rendere meno limpida e consapevole la nostra stessa identità e che oggi il compito della cultura è quello di “restaurare” questi rapporti.

Su questa acquisizione di base sono poi state avviate vere e proprie azioni di recupero: restauri, mostre ecc., tra le quali va compresa l’iniziativa a promuovere l’azione legale per la restituzione all’Italia della statua bronzea di atleta attribuita a Lisippo ritrovata in mare al largo di Fano; degli  esiti di questa iniziativa  diamo conto, con legittima soddisfazione, in altra parte di questo stesso numero.

Uno spazio particolare in questa logica del recupero della conoscenza come recupero dell’identità ha occupato la trattazione delle “grandi mostre” che in questi anni sono state realizzate nelle Marche, e che  “Cento Città” ha sempre ricondotto, al momento della visita e nei commenti,alle relazioni intercorrenti tra le opere ed il territorio di origine.

Va sottolineato che la “tela strappata” ha riguardato non solo il patrimonio artistico, ma quello culturale nel suo complesso, come testimonia, tra l’altro, l’attenzione che abbiamo dedicato, alle biblioteche di tradizione, della quale abbiamo dato notizia anche sulla rivista nella fondamentale rubrica dedicata alla “vita dell’associazione” .

Analogamente abbiamo dato conto della vita teatrale marchigiana, per la quale abbiamo prodotto degli approfondimenti specifici, dalla nota indagine sui consumi teatrali alle interviste ai protagonisti ed ai convegni destinati alla lirica e alla musica dal vivo, che hanno più volte visto il coinvolgimento degli operatori e delle istituzioni regionali e locali.

Con analoga scrupolosa attenzione “Cento Città” ha seguito e segue il mondo variegato, e fondamentale per la vita civile e sociale, della Sanità, sia attraverso gli annuali convegni organizzati d’intesa con al Facoltà di Medicina dell’Università di Ancona, sia mediante contributi specifici svolti in sedi apposite e sulla rivista.

Nè è mancata in questi anni l’attenzione alla solidarietà sociale che le Marche esprimono ed hanno espresso in passato; oggi nel volontariato e ieri nelle antiche tradizioni delle Confraternite; una ricerca condotta con l’intento di legare la solidarietà di oggi a quella del passato, identificando in essa uno dei caratteri identitari più forti e costanti della Comunità regionale.

Identità e culture comuni, diversità , integrazione e accoglienza, sono stati sempre argomenti ricompresi nella trattazione dei temi istituzionali della associazione, nello sforzo di coniugare la memoria alla attualità, di contribuire in una qualche misura alla conservazione delle tradizioni e all’innovazione del modo di essere del marchigiano di oggi; intenti forse presuntuosi, ma condotti con misura e senso del ruolo di una associazione culturale che della apoliticità e della indipendenza ha fatto la sua ragione di essere.

Nella ultima assemblea dell’associazione la redazione ha posto in evidenza la necessità di conferire alla rivista un ruolo sempre maggiore di interlocutore della società regionale, promuovendo quei momenti di confronto propri di un organo di comunicazione del nostro tempo, attivando gli strumenti tradizionali: interviste, forum, saggi, e collegandoli ad un uso informatico della comunicazione stessa, quale oggi può essere assicurato dalla gestione di un sito efficiente e di facile accesso, questo in definitiva il nuovo traguardo che siamo impegnati a raggiungere.    

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Novembre 2010 11:01  

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